E.A. MarioLa nascita di questa canzone fu descritta nel libro "Napoli racconta" di Giovanni De Caro, un poeta e critico letterario:
Una sera, vidi E.A. Mario davanti alle vetrine sfolgoranti di luci del negozio dall'insegna "Balocchi e profumi".
– Devo comperare qualche giocattolo, entriamo! – disse E.A. Mario. Subito dopo di noi entrò una donna elegantemente vestita, con gli occhi fortemente bistrati e le turgide labbra cariche di rossetto. Teneva per mano una bambina di quattro o cinque anni. La donna chiese cipria e cologna Coty. Pagò e s'avviò verso l'uscita tirandosi dietro la bimbetta.
– Mamma, – chiese con vocina flebile la piccina, – me la comperi questa bambola?
La madre aggrottò le sopracciglia e rispose un secco: – No!
– Mamma, compramela! – la bambina piagnucolò,
– Non fare la capricciosa, cammina!
E la truccatissima donna uscì trascinando a forza la figliuoletta che aveva le lacrime agli occhi.
– Avete visto che madre snaturata? – disse E.A. Mario appena fuori il negozio. Poi tacque. Camminava senza parlare.
– A che pensate? – gli chiesi,
– A quella donna: che madre cattiva! – Poi tentennando il capo aggiunse: – Povera bambina!
Qualche istante dopo lo udii mormorare: balocchi e profumi… balocchi e profumi…
Tempo dopo nacque la canzone "Balocchi e profumi" che aveva fatto piangere tutte le mamme d'Italia.